Borsa Italiana, il commento della seduta del 4 novembre 2026
Focus sui risultati delle elezioni di mid-term negli Stati Uniti. Rally dei titoli del settore bancario. Male i tech
di Edoardo Fagnani
4 Novembre 2026 alle 17:45
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I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno terminato la giornata con rialzi nell’ordine del 2%, dopo la conclusione delle elezioni di mid-term negli Stati Uniti, che hanno visto la vittoria del partito democratico in entrambe le camere.
“È improbabile che l’esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti modifichi in misura sostanziale le prospettive economiche. I principali driver della crescita nel 2027 saranno con ogni probabilità lo shock energetico, la risposta della Federal Reserve ai rischi d’inflazione e gli investimenti nell’intelligenza artificiale”, ha segnalato Blerina Uruçi, Chief U.S. Economist di T. Rowe Price.
Il FTSEMib ha guadagnato il 2,18% a 51.031 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 50.143 punti e un massimo di 51.309 punti.
Il FTSE Italia All Share ha chiuso in rialzo del 2,17%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+1,57%) e per il FTSE Italia Star (+0,14%).
Nella seduta del 4 novembre 2026 il controvalore degli scambi è balzato a 4,93 miliardi di euro, rispetto ai 3,1 miliardi di martedì.
Alle ore 17.25 il bitcoin era tornato sotto gli 80.500 dollari (oltre 71.500 euro).
Lo spread Btp-Bund si è ristretto sotto i 105 punti, con il rendimento del Btp decennale che è scivolato sotto il 4,35%.
L’euro è tornato sotto gli 1,125 dollari.
Alle ore 17.15 il prezzo dell’oro si era riportato a 4.055 dollari, mentre l’argento era tornato oltre i 52 dollari.
I titoli in evidenza
Rally dei titoli del settore bancario.
Spicca la performance di UniCredit (+5,47% a 78,32 euro).
Seduta brillante anche per IntesaSanpaolo (+4,93% a 6,282 euro), per il Monte dei Paschi di Siena (+5,07% a 11,484 euro) e per BPER Banca (+3,96% a 13,646 euro).
In difficoltà, invece, le società tecnologiche.
Spicca il ribasso di Technoprobe (-7,07% a 22,62 euro). Male anche Prysmian (-6,91% a 104,4 euro) e STM (-5,13% a 40,91 euro).
Seduta nervosa per i titoli del settore petrolifero, con il prezzo del greggio a New York (contratto con scadenza a dicembre 2026) che è sceso a 92 dollari al barile.
In particolare, ENI ha lasciato sul terreno l’1,9% a 25,54 euro. Performance peggiore per Tenaris (-3,38% a 24,89 euro).
Forte volatilità su Stellantis (+1,96% a 4,155 euro) e Ferrari (+2,01% a 382,55 euro), dopo le performance registrate nella seduta precedente.
Enel (+3,82% a 9,679 euro) ha guidato il rialzo delle utilities.
Senza direzione Iveco Group (invariata a 14,375 euro), dopo la diffusione dei risultati finanziari del 3° trimestre 2026. In merito alle prospettive, il management di Iveco prevede una ripresa della redditività nel quarto trimestre del 2026.
Al FTSEMib in difficoltà AVIO che ha chiuso la giornata con un ribasso del 6,38% a 30,38 euro.
Tra le società a minore capitalizzazione, in evidenza Ariston Holding (-1,37% a 3,316 euro). La società ha comunicato i risultati finanziari dei primi nove mesi del 2026 e ha aggiornato la guidance per l’intero esercizio.
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