Addio a Mircea Lucescu, morto a 80 anni l’ex allenatore di Inter e Brescia
Milano, 7 aprile 2026 – Non ce l’ha fatta Mircea Lucescu. Il celebre allenatore, 80 anni, era ricoverato da giorni in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Universitario di Bucarest. Ricoverato lo scorso 29 marzo dopo un malore mentre preparava l’amichevole con la Slovacchia, l’80enne tecnico rumeno doveva essere dimesso veneri ma ma stato vittima di un infarto.

Mircea Lucescu
Secondo il sito di ‘Gazeta Sporturilor’, giornale sportivo romeno, l’ospedale stesso aveva reso noto che l’ex allenatore er stato trasferito in terapia intensiva durante la scorsa notte e si trovava coma.
Ha allenato la sua Romania fino a pochi giorni fa
Ct della Romania dal 2024 fino a pochi giorni fa, l’ex allenatore di Brescia e Inter da mesi stava lottando contro una malattia di cui non aveva voluto rivelare la natura e in questo periodo più volte era stato ricoverato in ospedale ma non ha lasciato la panchina della nazionale. L’ha guidata in campo nella sfida dei playoff mondiali persa lo scorso 26 marzo contro la Turchia di Vincenzo Montella.
Il malore
Prima dell’amichevole con la Slovacchia del 31 marzo, il ct è stato di nuovo ricoverato in ospedale a Bucarest, dopo un malore e uno svenimento durante la riunione tecnica nel ritiro, ma è riuscito a rimettersi. Due giorni dopo, giovedì, la federcalcio romena ha annunciato il suo esonero e venerdì Lucescu è stato colpito da un infarto in ospedale. Oggi la notizia del decesso.
Il suo ultimo sogno
Avrebbe voluto chiudere la carriera guidando la sua Romania ai prossimi Mondiali ma la Turchia di Vincenzo Montella gli ha negato l’ultimo traguardo e alla fine il suo cuore l’ha tradito.
Nell’agosto 2024 era tornato sulla panchina della nazionale rumena, con l’obiettivo di centrare la qualificazione alla Coppa del Mondo che si giocherà in America, sogno interrotto nelle semifinali dei play-off europei ai quali Lucescu si era presentato nonostante le precarie condizioni di salute.
Una bacheca con 37 trofei
Se ne va un allenatore capace di conquistare ben 37 trofei con otto squadre diverse in quattro Nazioni differenti. Un vero allenatore giramondo, che già nella prima esperienza al Corvinul Hunedoara (dove si alternava tra panchina e campo: era un attaccante) si meritò il soprannome di “Mago” per una terza posizione nel massimo campionato rumeno e la qualificazione alla Coppa Uefa.
La prima volta in nazionale
Successivamente guiderà una prima volta la nazionale rumena, togliendosi anche la soddisfazione di battere l’Italia campione del mondo nelle qualificazioni agli Europei del 1984, mentre i primi trofei arrivano alla guida della Dinamo Bucarest, con due Coppe di Romania e un campionato rumeno.
L’arrivo in Italia
A questo punto, nel 1990 si apre la sua parentesi in Italia, iniziando dal Pisa e passando per il Brescia di Corioni (che lo cercò già quando era presidente del Bologna). Due esperienze non propriamente positive, ma Lucescu, comunque, si distingue per introdurre i primi concetti di una delle figure principi del calcio odierno, ovvero il matchanalyst. Dopo un altro fallimento, stavolta alla Reggiana, torna in patria e vince un’altra Coppa di Romania con il Rapid Bucarest, prima di approdare all‘Inter. Un’avventura durata nemmeno metà stagione e chiusa con un altro flop. Troverà nuova fortuna in Turchia, vincendo due campionati consecutivi, prima con il Galatasaray e poi con il Besiktas. È questa la rampa di lancio verso l’esperienza che più ha caratterizzato la carriera di Lucescu, ovvero quella a Donetsk con lo Shakhtar. Dodici anni in cui gli arancioneri diventano protagonisti assoluti in Europa (vincendo anche la Coppa Uefa nel 2008/2009) ma soprattutto otto campionati, sette coppe nazionali e sei supercoppe.

Mircea Lucescu sul campo della Pinetina
Tra Ucraina e Turchia
Tornerà in Ucraina quattro anni più tardi (nel mezzo sarà ct della Turchia) alla Dinamo Kiev, vincendo lo scetticismo dei tifosi (che lo avevano portato anche a dimissioni poi ritirate grazie alla mediazione del presidente Surkis) conquistando campionato e coppa. Si dimette nel 2023, annunciando che quella sarebbe stata la sua ultima esperienza da allenatore. Nonostante ciò, torna in attività assumendo nuovamente la guida della Romania. La Federazione era anche pronta a tenerlo in un’altra veste, per fare tesoro della sua esperienza, ma il cuore di Mircea Lucescu non ha retto: se ne va un grande allenatore ma la sua eredità non potrà essere cancellata.