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Borsa oggi, Milano in ripresa: scendono le quotazioni di petrolio e Btp

Dai ribassi marcati della prima parte di seduta a un recupero che riporta i listini in territorio neutrale: le Borse europee chiudono in positivo, sostenute da segnali distensivi sul fronte geopolitico. A innescare il rimbalzo sono state le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che su Social Truth ha parlato di “conversazioni molto positive e produttive” tra Washington e Teheran, legate a una possibile “risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente”. Un messaggio che ha immediatamente alimentato l’ottimismo degli investitori. Il presidente americano ha inoltre indicato che gli Stati Uniti rinvieranno per cinque giorni qualsiasi attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane, subordinando però questa scelta all’esito favorevole degli incontri e delle discussioni in corso. Un’apertura che è bastata a spingere al rialzo i mercati del Vecchio Continente, cancellando le perdite accumulate in avvio di giornata (SEGUI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA SULLA GUERRA IN MEDIORIENTE).

Piazza Affari chiude a +0,81%. Bene l’Europa, negativa Londra

Dopo l’apertura in territorio negativo, toccando anche un -2,5%, la Borsa di Milano è salita per tutta la giornata toccando anche un +2,2% e chiudendo in rialzo, con indice Ftse Mib che guadagna lo 0,81% a 43.189 punti. .Sul listino in evidenza Tim a +4,69% a quota 0,6032 euro per azione dopo l’Opas lanciata da Poste Italiane che invece scivola del -6,85%.L’Ad Del Fante in call ha spiegato che la compagnia resterà stand alone.Poste Italiane ha lanciato un’offerta da 10,8 miliardi di euro per Telecom Italia con l’obiettivo di arrivare al delisting della società telefonica e al controllo del capitale, oggi detenuto al 27%.L’Opas sarà valida se l’adesione arriverà al 66,67%. Il completamento dell’operazione è previsto entro la fine del 2026 .Crolla Diasorin -12,77%: la multinazionale attiva nel campo della diagnostica ha presentato venerdì scorso i risultati del 2025 che sono stati sotto le attese degli analisti. Le nuove stime per l’esercizio 2026 indicano una crescita più lenta. Positivo il settore del credito con Unicredit che corre a +3,34%, Intesa Sp +3,16%, Mediobanca +2,72%, Banco Bpm +3,69%, Mps +2,68%, nel giorno del cda sul futuro dell’amministratore delegato, Luigi Lovaglio. Tra gli energetici, infine, Eni a -3,60%, Enel +0,74%, A2A -1,50%. Chiudono in rialzo anche i principali mercati europei: il Dax di Francoforte avanza dell’1,22%, mentre il Cac 40 di Parigi segna +0,79%. In controtendenza il Ftse 100 di Londra che segna -0,24%. – Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dell’1,38% a 46.208,53 punti, il Nasdaq avanza dell’1,38% a 21.946,76 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,15% a 6.581,04 punti. 

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Petrolio e gas, il prezzo crolla

Anche il prezzo del petrolio è calato bruscamente dopo le parole di Donald Trump. Ill Brent e il Wti che perdono oltre il 10% rispettivamente a 100 dollari e a 89 dollari al barile. Il prezzo del gas scende del 6,5% a 55,38 euro al megawattora. Il dollaro viaggia in calo: dopo aver perso l’1% contro la sterlina, la valuta statunitense viaggia in calo dello 0,84% contro la sterlina britannica a 1,3455 dollari. Dollaro in flessione dello 0,47% contro l’euro e dello 0,52% contro lo yen giapponese.

 

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Lo spread Btp-Bund supera i 100 punti, poi la discesa

Seduta sull’ottovolante anche per i rendimenti dei titoli di stato e per lo spread tra Btp e Bund, entrambi condizionati dalla girandola di dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump e dei leader iraniani. In avvio di seduta i rendimenti sono schizzati per i timori di una escalation della guerra dopo che il presidente degli Stati Uniti aveva minacciato di colpire le centrali elettriche iraniane senza la riapertura lo stretto di Hormuz entro oggi. Così i rendimenti erano schizzati e lo spread aveva superato la soglia dei 100 punti base. Poi le dichiarazioni di Trump su un possibile accordo con Teheran avevano allentato la tensioni facendo scendere i rendimenti e lo spread che aveva invertito rotta tornando sotto i 90 punti base. In chiusura il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha perso parte dei guadagni terminando la seduta a 87 punti. Il rendimento del decennale italiano scende al 3,87% dal 3,96% di venerdì.

 

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