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Olimpiadi di Milano-Cortina, la caccia all’accredito dei politici: i ministri battono i vice 2-1

di
Simone Canettieri

I pass sono contati, il ministro Abodi ha acquistato un biglietto per la figlia

Come facciamo con il sottosegretario che ci tiene tanto? E con la viceministra che si è così adoperata nei tavoli tecnici? Dietro le quinte del braciere che sarà acceso venerdì a San Siro si è consumata una arcitaliana «trattativa Stato-Cio» per accreditare tutti i componenti del sottogoverno Meloni (sottosegretari e viceministri, appunto: 39 in tutto) alla cerimonia di inaugurazione di venerdì delle Olimpiadi invernali.

Missione riuscita, protocollo cambiato: alla fine, nel primo anello della tribuna autorità di San Siro ci sarà posto anche per loro. Ma attenzione: senza il «+ 1». E cioè l’accompagnatore. «Privilegio» che sarà invece concesso — anche questo dopo tira e molla con la rigida organizzazione elvetica a Cinque Cerchi, perché all’inizio non era previsto — a tutti i ministri. E non solo ad Andrea Abodi che per la burocrazia olimpica ha diritto al «+ 1» alla stregua dei rappresentanti degli organi costituzionali (capo dello Stato, premier, presidenti di Camera e Senato, presidente della Corte costituzionale). 

Dalla parti della Fondazione Milano-Cortina confessano con molto aplomb: «Sì, c’è un interesse incredibile, è l’evento sportivo più importante che si svolge in Italia da 20 anni a questa parte, imparagonabile con i Giochi di Torino». Sicché la politica si è fatta slavina: «Vengo anch’io!».

Ne sanno qualcosa al ministero dello Sport, i cui centralini in queste ultime settimane sono impazziti. Ha chiesto accrediti istituzionali, validi anche per le gare, gran parte degli europarlamentari — di destra e sinistra — eletti nel collegio Nord-Ovest. Respinti. Si sono fatti sotto deputati e senatori eletti in Lombardia: anche per loro non c’è stato nulla da fare. C’è anche chi, eletto in Sicilia, ha vantato avi milanesi, pur di agguantare un pass per la cerimonia di tutte le cerimonie. Un pressing quasi cinematografico a metà tra film di Vanzina (Olimpiadi a Cortina) e mitici Totò e Peppino a Milano.

Il governo ha distribuito un vademecum informale di chi potrà esserci, chi no, chi dovrà presentarsi da solo e chi potrà farlo in compagnia. Un’attenzione tale da obbligare il ministro Abodi a far sapere in giro che perfino lui ha acquistato un biglietto per la figlia (in tribuna siederà con la moglie). Tra gli accrediti autorità ci sarà spazio anche per i segretari generali degli organi costituzionali, tipo quelli di Camera e Senato, ma non per i loro vice. Le principali cariche istituzionali, compresi i vicepremier, avranno diritto a un paio di posti, in un’altra area dello stadio, per gli staff ristretti.

All’onorevole Tomaso Largaspugna, prototipo del parlamentare furbastro uscito dalla penna di Arnaldo Fraccaroli, resteranno tre strade: comprarsi il biglietto, chiedere un favore agli sponsor o piazzarsi davanti alla tv con birra e frittatona di cipolla…

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2 febbraio 2026