Escort e calciatori, il “dopopartita” a Milano diventa business: coinvolti anche giocatori di Inter, Milan e Juve
Un’organizzazione strutturata come un’impresa, capace di mettere in contatto clienti facoltosi e un centinaio di ragazze reclutate come “immagine” per serate ed eventi. È questo il quadro dell’indagine della Guardia di Finanza su un giro di prostituzione che avrebbe coinvolto anche calciatori di Serie A, compresi giocatori di Inter, AC Milan e Juve, oltre ad altri sportivi e imprenditori. Al centro del sistema la società Ma.De Milano, formalmente attiva nell’organizzazione di eventi ma ritenuta dagli investigatori lo schermo di un’attività molto più redditizia, gestita da Deborah Ronchi (38 anni) e dal compagno Emanuele Buttini (37 anni).
Il “dopopartita” da migliaia di euro nei locali della movida milanese
Il servizio offerto era costruito come un pacchetto completo: cena, serata nei locali della movida milanese, tavoli con champagne e, per chi lo richiedeva, la prosecuzione della notte in hotel a cinque stelle con escort. Un “dopopartita” che poteva costare migliaia e migliaia di euro e che d’estate si spostava a Mykonos, in Grecia. A gestire il contatto tra domanda e offerta erano pr collegati all’agenzia, che promuovevano eventi esclusivi anche sui social, dove apparivano foto degli indagati insieme a calciatori di Serie A. Le ragazze-immagine avevano il compito di intrattenere i clienti nei privé e sulle piste da ballo, mentre una parte di loro — secondo l’accusa — veniva indirizzata verso prestazioni sessuali a pagamento. Ronchi vantava la gestione di super-privé in locali storici (estranei ai fatti), dove gestiva “buste” di denaro e liste di oltre 80-90 ragazze.
Le intercettazioni: “Arriva un pilota di Formula 1, vuole una tipa”
Tra gli atti dell’inchiesta compaiono anche intercettazioni che restituiscono il funzionamento del sistema. In una conversazione si legge: «C’è un mio amico pilota di Formula 1 (…) che viene qua a Milano stasera, vuole una tipa». Altre conversazioni rivelano il cinismo della gestione: Ronchi chiedeva al compagno dei soldi presi dalle “buste delle ragazze”, mentre collaboratori come Luz Luan Amilton Fraga e Alessio Salamone (entrambi arrestati) si occupavano di smistare le giovani (“Gli mando la brasiliana”) e recuperare i debiti dai clienti. Le escort coinvolte sarebbero state meno di una decina, tra i 18 e i 30 anni, con una divisione dei proventi che prevedeva circa il 50% a favore dell’organizzazione.
La distinzione è centrale nelle indagini: la semplice presenza di ragazze-immagine non costituisce reato, così come la prostituzione in sé. Il reato scatta quando esiste un’organizzazione che favorisce e sfrutta l’attività, traendone profitto. Ed è proprio questo il punto contestato dalla Procura di Milano, coordinata dal procuratore aggiunto Bruna Albertini. Secondo gli inquirenti, le giovani donne “venivano invitate ad avere rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti”, con una gestione diretta degli incontri e dei compensi.
Gas esilarante e serate “protette” per gli sportivi vip
Tra i servizi offerti ci sarebbe stato anche il protossido di azoto, il cosiddetto gas esilarante, utilizzato per effetti euforici. Una sostanza che — come annotano gli investigatori — non è rilevata dai controlli antidoping, rendendola particolarmente appetibile per gli atleti. Per garantire la massima riservatezza ai “clienti vip”, l’organizzazione metteva a disposizione stanze proprie o appartamenti a Cinisello Balsamo, evitando ai calciatori passaggi in hotel dove avrebbero potuto essere riconosciuti. Nell’ordinanza compaiono i nomi (omissati) di circa 70 calciatori di club come Inter, Milan, Juventus, Sassuolo e Verona; sebbene nessuno sia indagato, i magistrati sottolineano come le giovani venissero selezionate appositamente per soddisfare i professionisti del calcio.
L’indagine, partita dalla denuncia di una ragazza uscita dal giro e sviluppata anche attraverso accertamenti bancari, ha portato all’arresto di quattro persone (tra cui Ronchi, Buttini, Fraga e Salamone), finite ai domiciliari su disposizione del gip Chiara Valori. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, oltre ad autoriciclaggio e altri reati. La Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 1,2 milioni di euro, ritenuti il profitto dell’attività. Negli atti compare anche una lista di circa settanta clienti, tra cui habitué disposti a spendere decine di migliaia di euro. I rapporti si sarebbero consumati tra discoteche di alto livello e hotel di lusso.