Piazza Affari (-1%) chiude in coda all’Europa, lusso e banche sotto pressione. Tesla crolla del 12%

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Piazza Affari maglia nera al termine di una seduta che ha visto l’Europa viaggiare con il freno a mano tirato. Quando gli indici a Wall Street si muovono in territorio negativo, dopo otto sedute in cui Nasdaq e S&P500 hanno segnato nuovi record, a Milano il Ftse Mib chiude in calo dello 0,97%, con la pubblicazione delle trimestrali che procede a pieno ritmo, mentre il Cac40 a Parigi (-0,06%) e il Dax40 a Francoforte (-0,04%) hanno chiuso poco sotto la parità, dopo i record registrati nella scorsa ottava. Non è stato uno stimolo sufficiente a sostenere in maniera più convinta i mercati continentali l’indice tedesco Zew, salito a novembre a 31,7 punti dai 22,3 di ottobre, superando le previsioni. Anche se la Federal Reserve ha ormai tracciato la strada sul tapering (la riduzione degli acquisti di titoli per stimolare l’economia), c’è attesa che domani venga pubblicato il dato chiave dell’inflazione Usa. Intanto, oggi da Oltreoceano è arrivato quello sui prezzi alla produzione per il mese di ottobre (+0,6% su mese e +8,6% su anno), risultato in linea con le stime degli analisti.

A Wall Street, che ha chiuso in leggero ribasso, si segnala il crollo del 12% di Tesla, in quella che è la sua flessione maggiore degli 14 mesi. Era infatti dal settembre 2020 che non perdeva così tanto in un’unica seduta. I titoli continuano risentire del verdetto del sondaggio su Twitter di Elon Musk ma anche di alcune dichiarazioni di Michael Burry, l’investitore reso famoso dal film ’The Big Short’, secondo il quale Musk potrebbe voler vendere i titoli Tesla per coprire i suoi debiti personali.

Moncler giù con comparto lusso, bene Amplifon

A Milano vendite generalizzate sulla maggior parte dei comparti, dai bancari con Banco Bpm -1,97%, agli energetici, con Enel -1,4 per cento. In fondo al segmento principale ha chiuso Moncler (-3,14%), dopo un report di Goldman Sachs che ha tagliato le stime per il settore del lusso a livello globale a causa delle prospettive di un rallentamento cinese, emettendo un giudizio “sell” sul gruppo italiano della moda. Debole anche Ferrari (-2,12%) su cui sono scattati i realizzi dopo i recenti record. Ha chiuso in testa al Ftse Mib, muovendosi in controtendenza, Amplifon (+1,95%), seguita da Saipem (+1%) e Campari (+0,87%). La giornata è stata positiva anche per alcuni titoli del risparmio gestito, in particolare Banca Generali +0,7% con Banca Mediolanum (+0,09%) che ha rallentato sul finale, mentre Azimut ha perso lo 0,43% e Finecobank l’1,82% dopo i conti dei 9 mesi. Deboli i bancari, con Bper (-0,29%), Unicredit (-0,84%) e Intesa Sanpaolo (-0,88%). Unicredit aveva avviato la giornata in terreno positivo, dopo che il cda dell’istituto ha deciso di vendere l’intera partecipazione in Yapi Kredi, su cui il partner Koc ha confermato la volontà di esercitare il diritto di prelazione. Piazza Gae Aulenti cederà quindi il 18% di Yapi a Koc per circa 300 milioni, mentre il restante 2% finirà sul mercato. Sull’operazione è arrivato anche il giudizio positivo degli analisti di Equita, secondo i quali «è coerente con la strategia di semplificazione della struttura del gruppo e di ottimizzazione dell’allocazione del capitale». Tuttavia, di fronte a una debolezza generalizzata in Europa per il comparto bancario, anche su Unicredit sono emerse le vendite. Intanto, oggi la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha invitato le banche a vigiliare sulla qualità del credito, di fronte a primi segnali di deterioramento. Hanno chiuso la giornata in rosso anche Nexi -1,99%, Atlantia -1,98% e Tim -1,38 per cento.

Euro in calo sul dollaro, petrolio in rialzo

Sul mercato dei cambi, la moneta unica vale 1,1577 dollari (1,159 in avvio e ieri in chiusura) e 130,764 yen (130,6 e 131,17) e il dollaro passa di mano a 112,945 yen (112,86 e 113,17). Infine, positivo l’andamento del prezzo del greggio: il contratto consegna Gennaio sul Brent sale dello 0,52% a 83,86 dollari al barile e quello scadenza Dicembre sul Wti dell’1,01% a 82,76 dollari al barile.

Spread risale a 114 punti, rendimento allo 0,85%

Chiusura in rialzo frazionale per lo spread tra BTp e Bund. Al termine degli scambi il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco è indicato a 114 punti base, in aumento dai 113 punti del finale di ieri. In calo, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un’ultima posizione allo 0,85%, dallo 0,89% del riferimento registrato al closing precedente.